venerdì 16 ottobre 2015

Claudio Bondi e la scuola Mokuren-shin-kai


 Il M° Claudio Bondi da oltre quarantacinque anni pratica il Karatedo secondo il metodo divulgato dai Sensei Funakoshi, Egami e Murakami. Questo metodo, seppure in maniera impropria, è anche noto come stile Shotokai. Seguendo i canoni del metodo, nella scuola Mokuren-shin-kai viene praticato il Karatedo come disciplina attraverso il combattimento e, in quest’ottica, viene ricercata l’armonia (mentale e fisica, individuale e in rapporto con gli altri) attraverso metodiche non finalizzate alla competizione agonistica; secondo i principi seguiti dalla scuola Mokuren-shin-kai, infatti, il Karatedo è una ricerca per la vita.
E questa ricerca è volta a perseguire heiho, la via del guerriero, non come metodo di guerra, bensì come "metodo della pace".
Secondo l'insegnamento di Egami sensei, la via del karate propone un tema di ricerca: come vivere la nostra vita, che è solo un istante rispetto all'eternità. Heiho, metodo della pace, fa parte della tradizione giapponese e consiste in un metodo per far vivere gli uomini, e non per uccidere. E' quindi elevando la qualità del karate in heiho che esso potrà diventare un vero karate-do.
E in questa ricerca il cammino dovrebbe portare ad andare oltre l'arte marziale.
Nella foto: mokuso.

La scuola Mokuren-shin-kai

Il karatedo praticato dalla scuola Mokurenshin-kai si richiama al metodo divulgato dai Maestri Funakoshi, Egami e Murakami dello Shotokai.

"Nel Karate non si può raggiungere lo spirito senza passare attraverso il corpo, vincere l'avversario senza vincere se stessi (...) L'avversario cercherà di rompere la nostra armonia. Un solo istante passerà tra la sua decisione e il suo movimento. In quell'intervallo di tempo, per minimo che sia, noi agiremo."
Tetsuji Murakam